I fischi di Viareggio- l’Unità 02.07.09
Dai notiziari radiofonici di oggi, a fronte dell’incidente ferroviario di Viareggio: Berlusconi ha dichiarato di recarsi a Viareggio per «prendere in mano» la situazione. Quali esperienze ha di soccorso? Non ha pudore nemmeno di fronte alle disgrazie!
Giovanni Cappellari
Arriva sempre un momento, nel percorso mentale di quelli che si sentono «nati per vincere», in cui si è costretti a fare i conti con la realtà. Con la forza naturale dei fatti. Accolto come l’uomo della Provvidenza a L’Aquila, in occasione del terremoto, il premier è stato accolto come ospite poco desiderato, a Viareggio, semplicemente perché l’uomo che spende e spande soldi suoi e non suoi in feste più o meno
piccanti all’interno di ville inutilmente fastose non è simpatico nel momento in cui pretende di fare da protagonista nei luoghi della sciagura dove dà l’idea di cercare un’altra occasione per alimentare il suo bisogno di sentirsi importante. L’idea che a «prendere in mano la situazione» sia un uomo che trascorre le sue notti fra docce gelate e vampate di erotismo non piace (non può piacere) alla gente che si muove atterrita nei luoghi del disastro e qualcuno glielo ha detto, dunque, con la spontaneità un po’ acre del dialetto toscano, che in mano dovrebbe prendere, lui, solo la sua penna: per firmare le dimissioni da un incarico che richiede, a chi lo riveste, un alto livello di moralità e di coerenza.
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