L’unità necessaria delle opposizioni- l’Unità 21.02.11
Tra le ipotesi per uscire da questa lunga notte è stata lanciata anche questa; che le opposizioni tutte si dimettano in blocco dalla Camera e dal Senato. Il Capo dello Stato non potrebbe non prenderne atto con le
conseguenze che ne deriverebbero. Può apparire ingenua tale proposta, ma cos’altro resterebbe per salvare il Paese?
Giuseppe Ruffino
L’idea di una opposizione che si divide di nuovo mentre Berlusconi tenta di andare avanti fa stare di nuovo male molte persone (fra cui me). La proposta delle dimissioni in blocco di deputati e senatori
dell’opposizione a me pare sì provocatoria ma per nulla irragionevole in una situazione grave come quella in cui siamo. Comunque, più modestamente, provo ancora a chiedere a Bersani, a Casini, a Vendola, a Fini, a Di Pietro e a tutti gli altri che su questo punto si sono pronunciati tanto spesso in modo sostanzialmente concorde di riunirsi e di predisporre al più presto una proposta di legge elettorale che ci liberi dal porcellum e una proposta chiara sul conflitto d’interessi. Firmata personalmente da ognuno di loro. Sostenute con forza in Parlamento e nelle piazze. Sostituendo alle discussioni ormai non più sopportabili sugli schieramenti la chiarezza delle proposte sui punti in cui l’accordo c’è. Non farlo e dividersi di nuovo su alleanze possibili ieri e impossibili oggi serve solo a ridare a Berlusconi la possibilità di rimettersi in sella portanso alla rovina definitiva questo nostro povero paese.
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