Decideranno gli elettori- l’Unità 10.02.11
Ferrara lancia dal Foglio i suoi strali contro di noi, «belle anime» del Palasharp. Che siamo tristi, mediocri, banali, bacchettoni, «in associazione col cattolicesimo reazionario e sessuofobico di uno Scalfaro…».
«Non c’è orrore – dice – per gli scambi e per il denaro» ma per il nostro scandalizzarci per «la bigiotteria galante» del premier.
Lilli Bacci
Non credo onestamente che esista ancora, in Italia, qualcuno che creda davvero che Berlusconi non abbia fatto sesso con delle minorenni, da Noemi a Ruby, o che la carriera politica delle sue protette non sia stata basata, all’inizio, sul piacere che queste donne giovani e belle hanno regalato ad un casanova sul viale del tramonto. Le ragioni per cui Ferrara (e altri) lo difendono riguardano in apparenza la difficoltà di dare prove “certe” dei suoi reati ma dipendono soprattutto dalla convinzione, oggi assai diffusa fra gli intellettuali di destra, per cui una “mignottocrazia” che ha bisogno delle loro intelligenze “superiori” è meglio di una “partitocrazia” che di loro farebbe volentieri a meno. Cui noi diciamo oggi (serenamente) che per valutare le prove servono i processi e che sulle mignotte del premier, donne e uomini alla Capezzone o alla Leone, quelli che dovranno esprimersi alla fine sono gli elettori. Di cui i sondaggi cominciano a dire che non amano né la mignottocrazia né la prostituzione minorile. Con prove o senza prove. Nonostante l’assoluzione dei vescovi (che sono sessuofobi) e dei Ferrara (che non lo sono).
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