Cosa direbbe Gandhi- l’Unità 31.12.08
Sotto il segno del diritto alla sicurezza, Israele, che occupa da oltre 40 anni i territori palestinesi, ha sferrato un attacco con carri armati, jet ed elicotteri contro uomini armati di fucili e contro una popolazione civile mantenuta da mesi sotto uno stato d’assedio che la priva d’acqua, elettricità, carburante e cibo, con il tacito consenso dei governi europei.
Bono Ireo
La natura umana ha le sue regole e la violenza genera odio. La pace non si può imporre con le armi. Quello di cui Israele e Palestina avrebbero bisogno oggi è un Gandhi che scende per le strade e costruisce la pace e la democrazia partendo dal basso. Dal popolo. Dagli ultimi su cui oggi, inutilmente, cadono le bombe e i razzi, stupidi o inutilmente intelligenti. Insegnando con pazienza ai palestinesi che l’odio fa sempre il gioco di quello che in quel momento è il più forte. Spiegando rispettosamente agli israeliani che l’idea di seppellire i palestinesi sotto un diluvio di bombe è un crimine che serve solo ai politici che vogliono vincere le elezioni ma non a chi, mantenendosi lucido, è assetato di pace: per sé e per i propri figli. Spiegando ai pochi palestinesi e ai troppi israeliani che ancora non lo capiscono che questo loro conflitto inesauribile serve soprattutto a quelli che dall’attuale situazione del Medio Oriente da fuori lucrano i massimi vantaggi: strategici ed economici. Buon anno, augurando a noi tutti che il 2009 non ci proponga altri orrori come quelli di questi giorni.
Would you like to share your thoughts?
Your email address will not be published. Required fields are marked *