Il lapsus di Ghedini- l’Unità 25.06.09

Il lapsus di Ghedini- l’Unità 25.06.09

Giugno 25, 2009 2001-2010 0

Trovo sconcertante leggere e sentire affermazioni che portano a vedere il corpo delle donne come uno strumento, un mezzo per il soddisfacimento dei desideri corporali degli uomini. Molti dimenticano che
tante donne sono costrette e obbligate ad utilizzare il loro corpo. La violenza contro le donne è un piaga sociale di ordine culturale ed educativo.
Margherita Gomb
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Centinaia di donne, dice Ghedini, sarebbero felici di avere rapporti gratis con un corpo, quello del suo «utilizzatore terminale» che lui, Ghedini, pensa (sente, immagina) dolce per loro, evidentemente, come il nettare per le api. Le tante donne che a Silvio si sono avvicinate suggerisce (crede) Ghedini facevano a gara per restare sole con lui e non hanno mai pensato di chiedergli dei soldi o degli aiuti.
Regali, di vario tipo, sono stati fatti, spontaneamente, da un uomo generoso, anche alle «non elette». Quello che sarebbe interessante chiedersi a questo punto è su cosa si basi, nel profondo del suo inconscio, questa convinzione di Nicolò (l’uomo, non l’avvocato): sull’omosessualità repressa dell’innamorato, sull’identificazione con il padre che avrebbe voluto avere o su altro ancora. Saperlo permetterebbe di capire qualcosa di più di quel pericoloso fenomeno che si determina intorno al carisma
di un leader. Autentico e spontaneo, il lapsus di Ghedini dimostra con chiarezza infatti che, per alcuni, il servilismo o l’adulazione sono solo apparenza dietro cui si celano sentimenti (confusione) autentici.

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