Il terremoto e il referendum- l’Unità 09.04.09

Il terremoto e il referendum- l’Unità 09.04.09

Aprile 9, 2009 2001-2010 0

Il terremoto dovrebbe suggerire un po’ di saggezza. Una parte dei
costi della ricostruzione potrebbe essere recuperato risparmiando sul
referendum. Se il governo ha fatto fatica a reperire la cifra insignificante di 30 mln per i primi interventi perché sprecarne 460 per tenere il
referendum in giorni diversi dalle votazioni amministrative?

Ezio Pelino

L’idea di risparmiare 460 milioni di euro facendo svolgere nello stesso giorno elezioni europee e referendum si ripropone con forza oggi. Il modo in cui tanti, italiani e cittadini di altri paesi, si stanno
attivando per contribuire alle necessità di chi vive questa tragedia rendono ancora più difficile capire la resistenza opposta dal Governo ad una richiesta di elementare buonsenso. Quella su cui occorre riflettere, a questo punto, è la paura di Berlusconi di fronte ad un appuntamento elettorale che lo vedrebbe in difficoltà. Dovesse tenersi il 6 giugno, il referendum non potrebbe scivolare nel nulla delle astensioni, infatti, e lo costringerebbe a prendere posizione. Affrontando i contrasti che dividono il suo stesso partito ma rischiando di compromettere, soprattutto, dopo un anno di vittorie, l’immagine di un leader che vuole continuare a presentarsi come il rappresentante naturale e insostituibile del suo paese. “Parigi val bene una messa” ma un risparmio di 460 milioni non vale, nel cinismo di chi oggi ci governa, una votazione che potrebbe scalfire il carisma di Berlusconi. Cinico e abile, in questi giorni, quanto non mai.

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