Inorridisco alle parole di Cossiga- l’Unità 31.10.08
Penso ci sia da inorridire nel leggere la lucida, cinica intervista rilasciata da Francesco Cossiga al Quotidiano Nazionale sulla strategia “militare” da adottare per reprimere sul nascere le manifestazioni di dissenso. È assurdo chiedere alle forze democratiche di intraprendere una iniziativa affinché gli possa essere tolto lo status di Senatore a vita?
Paolo Panciroli
Credo si possa dire serenamente che Cossiga non sta bene. Lo dimostra dicendo nell’intervista (che lei riporta) che Maroni dovrebbe “fare quel che feci io, infiltrare il movimento con agenti provocatori, lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine emettano a ferro e fuoco le città” per poi “massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale: non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiandoli a sangue insieme ai docenti che li fomentano”. Quello che mi sembra interessante, è il significato profondo di questo delirio gonfio di angoscia e di sensi di colpa. Non dimentichiamo che Cossiga era Ministro degli Interni al tempo del sequestro Moro e l’esecutore inconsapevole di quel gioco di disattenzioni e di crudeltà (di cui probabilmente allora lui non si rese conto fino in fondo) ricostruito da Leonardo Sciascia (L’affaire Moro, Sellerio) che costò la vita al suo collega ed amico. L’inconscio esiste, Freud aveva ragione. Cossiga è un essere umano fragile e spaventato, gli errori (orrori) di un tempo terribile continuano probabilmente a perseguitarlo.
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