La parola è NORMALE- l’Unità 14.07.09
Il difficile mestiere di dare senso alle ferite
Ho pensato più volte, da quando il giornale mi ha proposto di ragionare su questa parola, di essere la persona meno adatta a farlo. Il lavoro che faccio ogni giorno, con me stesso e con gli altri, è quello di dare senso (di tentar di dare senso) ai comportamenti che vengono percepiti come incomprensibili (e dunque illogici e anormali) dagli altri (cui sono rivolti) e, spesso, dalla persona stessa che li mette in opera.
Raccolgo con pazienza ogni giorno, in effetti, gli elementi utili a capire cosa c’è stato prima di una rottura comportamentale e quali sono i contesti, le situazioni in cui quei comportamenti anormali (e le comunicazioni che essi comunque veicolano) diventano improvvisamente comprensibili, appropriati e normali. Come nel caso di G., la bambina che si tocca continuamente e di cui le insegnanti dicono che è svogliata, triste e improvvisamente aggressiva, per esempio, che non è più possibile considerare “anormale” quando si viene a sapere (da lei o da altri, qui da un fratello) che in casa c’è qualcuno che abusa di lei e davvero affascinante (dolorosamente affascinante) è sempre, in queste situazioni, verificare che l’ascolto terapeutico e la messa in protezione della bambina sono sufficienti anche a ripristinare quella che anche per altri è la normalità complessiva del suo comportamento. Non sempre le cose sono così semplici, ovviamente. Quando le ferite dei bambini si sono cicatrizzate male, ad esempio, a portarlo verso la terapia sono le deformazioni della personalità di un adulto, il percorso da fare è molto più lungo e certamente esistono in psichiatria situazioni in cui ricostruire e capire non è sufficiente per «guarire». Quello che dei sintomi bisogna sapere, però, per interrogarli nel modo giusto, è che essi altro non sono che segnali: utili a far conoscere una situazione di disagio che la persona non è stata in grado di denunciare e raccontare apertamente perché troppo piccola o perché troppo debole e spaventata. Anormali, dunque, solo per chi non riusciva a comprenderne il senso.
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