Maltrattamenti ope legis- l’Unità 11.12.09

Maltrattamenti ope legis- l’Unità 11.12.09

Dicembre 11, 2009 2001-2010 0

Si parla molto, giustamente, di maltrattamenti ai bambini. Io vorrei segnalarne uno, gravissimo, permesso della legge sull’affidamento: un bambino posto in affidamento da piccolissimo (talora appena nato) in
una famiglia cui si è legato e che viene costretto a cambiare genitori e fratelli, casa, scuola, città, tutto.
Carla Forcolin

La differenza prevista dalla legge vigente fra affidamento e adozione, fra bambino affidato e adottato, è chiara in tribunale ma risulta del tutto incomprensibile, a volte, per il bambino infelice che non può essere accudito dai suoi genitori e per gli adulti cui si chiede di crescerlo. Che si occupano di lui e delle sue paure. Che si svegliano quando lui chiama di notte. Che improvvisamente e violentemente scoprono di non essere più nessuno per lui e di non aver più nessuna speranza o possibilità (è brutto dire “diritto”) di incontrarlo in futuro nel momento in cui la dichiarazione dello stato di abbandono lo rende adottabile da un’altra famiglia. Come lei ha ben scritto nel suo libro («Io non posso proteggerti», Franco Angeli editore) l’idea cui si ispirano queste applicazioni miopi di una legge che andrà migliorata (ma che potrebbe anche oggi essere meglio interpretata utilizzando più spesso l’istituto dell’adozione in casi speciali) è un’idea che non tiene conto del diritto alla salute mentale del bambino. Dà luogo ad una forma grave di maltrattamento istituzionale e ha conseguenze, spesso, pesanti anche sulle famiglie adottive.

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