Pentimenti- l’Unità 27.01.09

Pentimenti- l’Unità 27.01.09

Gennaio 27, 2009 2001-2010 0

Il Gip ha giustificato gli arresti domiciliari per il giovane ventiduenne che la sera di Capodanno stuprò uno ragazza di 23 anni, dicendo: «Ha collaborato e si è pentito». Che tenerezza! Un consiglio agli stupratori di Guidonia, e a tutti i futuri violentatori: “Costituitevi, con le lacrime agli occhi; magari vi lasceranno anche liberi in attesa del processo”.
˘Veronica Tussi

Qualcuno dice che il giovane di cui si parla abbia agito sotto l’effetto di una droga. Famigliari, avvocati e amici hanno insistito nel presentarlo come una persona seria, educata, normale. Il rischio legato all’uso di sostanze è solo quello legato ad una slatentizzazione di schemi comportamentali che fanno già parte della persona, che profondamente le appartengono. La capacità di pentirsi è importante perché, in situazioni più gravi, di tipo francamente antisociale, il pentimento non c’è. In un caso e nell’altro, tuttavia, quella che è necessaria dal punto di vista terapeutico è una risposta ferma da parte di colui che giudica.
Niente di peggio, in situazioni come queste, di un giustificazionismo basato sulle droghe, sull’idea della provocazione (come si diceva un tempo) o della bellezza “pericolosa” della donna (come Berlusconi dice
oggi). Mettersi troppo dalla parte di chi ha fatto errori così gravi ha effetti negativi sui più fragili (i potenziali imitatori) e aiuta la persona che ha sbagliato a non pensare. Rimuovendo. Evitando di guardare dentro di sé: alla ricerca del suo senso di responsabilità.

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