Terminator col porto d’armi- l’Unità 13.03.09

Terminator col porto d’armi- l’Unità 13.03.09

Marzo 13, 2009 2001-2010 0

Viviamo in una società dove un giovane studente si muove liberamente nella scuola armato come Terminator e per «fatalità» uccide tredici persone. È uno schizofrenico? È un perseguitato? È un disadattato? Gli amici diranno: «Si, era un tipo un po’ strano, però non faceva male a nessuno!»
ALESSANDRO CONSONNI

Il problema posto dagli avvenimenti di Torino (l’accoltellamento di due sconosciuti), di Stoccarda (l’assalto alla scuola) e dell’Alabama (la strage di parenti e passanti) è quello del disturbo paranoide di personalità che abitualmente li provoca. Un disturbo caratterizzato dal delirio persecutorio (che rende diffidenti prima di tutto nei confronti di chi potrebbe aiutare), da una tendenza marcata alla solitudine, da crisi di violenza immotivata, in casa o con i vicini, e dalla tendenza a collezionare armi. Mettendoci di fronte a pazienti che non hanno avuto a che fare, prima del dramma, con i servizi psichiatrici e che sono stati in contatto, invece, con le forze dell’ordine, con gli uffici cui si richiede il porto d’armi o con il pronto intervento. Incontrando, lì, persone prive non solo delle necessarie competenze psichiatriche e psicoterapeutiche ma anche della possibilità di far appello a chi ne ha: permettendogli di affidare ad un terapeuta invece che ad un carabiniere la gestione di una crisi famigliare ed a chi è in grado di eseguire un lavoro psicodiagnostico il rilascio del porto d’armi.

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