Umiltà (predicata e praticata)- l’Unità 20.03.09
Il ministro del Lavoro, Sacconi, in conferenza stampa dice: “Nel curriculum di una persona peserà nel dopo crisi anche la capacità di essersi messo in gioco, di aver accettato un lavoro manuale, umile con il quale
ha imparato ad essere responsabile di una mansione. Se è laureato in scienza della comunicazione non avrà molto appeal”.
Doriana Goracci
Il modo in cui Sacconi si rivolge ai giovani del suo paese denota una conoscenza molto scarsa della loro realtà. Non c’è davvero alcun bisogno di discorsi come il suo per convincere i tanti (troppi) che già lo fanno a fare lavori manuali o comunque non coerenti con gli studi che hanno fatto. Quello che suona ridicolo e paternalistico, invece, è quel promettere che l’averlo fatto “conterà nel loro curriculum” più di
una “laurea in scienza della comunicazione”. Aprendo una prospettiva inquietante sulle idee di un Ministro che consiglia a chi viene da luoghi sociali più deboli di non darsi troppo da fare per lo studio e per il miglioramento della sua condizione. L’Università la devono frequentare quelli che se lo possono permettere, dice in sostanza il Ministro. Umilmente (lui sì) riconoscendo il ruolo che gli è stato dato da chi lo ha messo lì a difendere lo stato sociale secondo Berlusconi: quello di difensore fedele e senza scrupoli di quelli che hanno già tutto (o, a volte, troppo) dall’assalto che potrebbe venire loro da quelli che hanno poco e si mettono, magari, a studiare troppo.
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