Fini-Giovanardi va cambiata- l’Unità 27.07.13
Il carcere e la droga: cambiare la Fini-Giovanardi
La legge vigente in tema di droghe è la Fini-Giovanardi del febbraio Approvata al termine di un dibattito molto acceso e contro il parere di operatori pubblici e privati del settore, fu duramente contestata in aula dal centrosinistra allora all’opposizione. Perché? Perché si trattava (si tratta) di una legge ispirata ad un concetto per cui chi usa droghe deve essere curato ma soprattutto punito. Sempre e comunque. Con provvedimenti penali (e cioè con il carcere) se la detenzione riguarda quantità di sostanze in eccesso rispetto alle (troppe) modiche quantità previste dalle tabelle ministeriali e con provvedimenti amministrativi (ritiro della patente, del passaporto o del permesso di soggiorno) se la quantità è invece (molto) modica. Colui che si droga, infatti, deve sapere (questo è lo spirito della legge) che detenerla è comunque un illecito per uno Stato che sposava in pieno, in quel momento, la tesi del proibizionismo più chiuso e più grave e che dimenticava, senza problemi, l’esito del referendum con cui il popolo italiano aveva detto di no nel 1993 alla scelta (la legge Iervolino – Vassalli) di considerare reato l’uso e il possesso di droghe.
Con che risultati? Drammatici. Come ben documentato dal 4° Libro Bianco sulla legge Fini-Giovanardi presentato dalla Società della ragione e dal Forum Droghe nel 2013. È sulla base dell’articolo 73, infatti, che è entrato in carcere, nel 2012, il 34,47% di tutti i nuovi detenuti (la percentuale era del 28,68% nel 2005) ed è sulla base dell’articolo 73 che risultavano detenuti in carcere, al 31 dicembre del 2012, il 38,46% di tutti i detenuti. Trafficanti? No.
L’articolo di legge che punisce il traffico «vero» è un altro, infatti, ed ha portato in carcere una percentuale almeno 4 volte inferiore di soggetti che, spesso, non sono tossicodipendenti. Il 28,92% degli ingressi in carcere del 2012, infatti, riguarda soggetti tossicodipendenti mentre pari al 23,84% è la percentuale dei tossicodipendenti accertati fra i detenuti al 31 dicembre del 2012.
Il ministro della Giustizia e i partiti politici hanno riflettuto abbastanza su questi dati? Si sarebbero resi conto, se lo avessero fatto, del dato per cui una percentuale importante (fra 1/3 ed 1/4) della popolazione carceraria è costituita da persone che andrebbero curate e non recluse. Ma si sarebbero resi conto, soprattutto, del fatto per cui la stragrande maggioranza di queste persone è stata incarcerato non perché spacciava ma perché deteneva quantitativi di droghe, spesso leggere, di poco superiori a quelle previste dalle tabelle ministeriali. Di persone, cioè, che detenevano le sostanze per uso personale e la cui attività di spaccio era presunta sulla base del paradosso per cui il tossicodipendente (che ha bisogno della sua droga e per comprarla darebbe qualsiasi cosa) la detiene per venderla o darla ad altri (cosa che il tossicodipendente vero, in realtà, non fa mai o quasi mai).
Questo stato di cose va cambiato? Io credo proprio di sì. Inaccettabile in termini di diritto alla cura è, prima di tutto, l’idea che decine di migliaia di tossicodipendenti siano costretti e a peggiorare la loro
situazione personale e la loro salute, fisica e psichica, in carceri sovraffollate e spesso disumane, dove la droga scorre, tra l’altro, con una colpevole quanto terribile facilità. Inaccettabile in termini di politica giudiziaria, in secondo luogo, è l’idea per cui le carceri italiane siano state trasformate in una enorme, dispendiosa e, lo ripeto, spesso disumana Comunità non terapeutica per persone che stanno male. Inaccettabile in termini di scelte politiche, infine, il fatto che di tutto questo non si parli e non si tenga conto.
Neppure quando si parla di necessità di svuotare le carceri.
La legge Fini-Giovanardi va modificata. Subito. Pd e Sel avevano sottolineato con forza questa necessità nel loro programma di governo. Dimenticarsene sarebbe assurdo per un governo guidato da un uomo come Letta e soprattutto per un Parlamento in cui il centrosinistra ha una maggioranza importante ed in cui, per fortuna, di tutti quelli che hanno problemi di droga, Fini e Giovanardi non contano più nulla.
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