I costi della politica- l’Unità 28.06.11
Perché in un Paese come il nostro, dove ogni pretesto è buono per manifestazioni di piazza, scioperi della fame, blocco di strade, stazioni, aeroporti, da parte di sindacati, partiti, associazioni varie, perché non si attua una mobilitazione generale fino a quando i politici avranno riportato i loro privilegi nei limiti della Ue? FRANCESCO DEAMBROIS
Gli alti costi della politica sono il frutto di un lungo periodo in cui quella che si voleva difendere era l’autonomia dei partiti e dei loro rappresentanti nelle istituzioni. Riconoscere ai deputati uno stipendio medio-alto, proteggerli con un vitalizio se non venivano rieletti era inteso come un modo di evitare che si sentissero esposti a dei ricatti o a delle tentazioni fuorvianti. Questo sistema di garanzie non funziona più,
tuttavia, dal momento in cui fare politica è diventato uno degli ascensori sociali più importanti per chi vuole migliorare il suo status sociale ed economico. Quando si vive da privilegiati per un certo numero di anni tornare alla normalità precedente non è mai facile, le campagne elettorali costano sempre di più, la possibilità di essere rieletti dipende per molti (troppi) dalla capacità di fare soldi e clientele e/o da quella di entrare all’interno di piccoli sistemi autoreferenziali. La degenerazione cui si è arrivati su questa strada chiede, oggi, un brusco mutamento di rotta. Da portare avanti rapidamente se non si vuole deteriorare ulteriormente il rapporto, già assai precario, fra i cittadini e la politica.
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