«Diciamolo: le tabelle sono un lasciapassare per lo spacciatore»- l’Unità 05.04.06

«Diciamolo: le tabelle sono un lasciapassare per lo spacciatore»- l’Unità 05.04.06

Aprile 5, 2006 2001-2010, interviste 0

L’Intervista- LUIGI CANCRINI Per il professore, esperto di tossicodipendenza, la legge «punisce chi ha bisogno d’aiuto e avvantaggia il criminale»

Sostiene che si tratti di «una legge contro il buon senso» e che sia tutt’altro che accettabile. Il professor Luigi Cancrini, psichiatra e docente di psichiatria, autore di numerosi libri (l’ultimo del 2004 s’intitola Guida alla psicoterapia, Editori Riuniti), nonché candidato alle prossime elezioni nella lista dei Comunisti Italiani, è categorico: «Dire che la dose al di sotto della quale c’è detenzione viene calcolata sulla base del principio attivo è un modo per aiutare chi vende. Questa legge punisce e colpisce chi ha bisogno di aiuto e avvantaggia gli spacciatori».
Perché definisce questa legge «contro il buon senso»?
«Parliamo delle tabelle: queste riguardano quantità di principio attivo contenuto nelle sostanze stupefacenti: questa stessa sostanza sarà poi diluita e allungata per realizzare le dosi. Ebbene le tabelle
sono, soprattutto con i dosaggi così indicati, un lasciapassare per il trafficante».
In chemodo chi vende potrà garantirsi questo “lasciapassare”?
«Perché il trafficante si munirà di quantità che gli permettono di stare tranquillo. Diciamolo chiaramente, le tabelle sono un lasciapassare per gli spacciatori.
Basta che portino con loro sostanze sufficientemente tagliate per non rimanere mai nei guai».
Può farci un esempio concreto?
«Se lo spacciatore sa che può portarsi sino a un certo quantitativo di principio attivo, che cosa fa? Prende un quantitativo di cocaina (ovviamente entro il limite) poi lo taglia e ottiene tante dosi che quindi rivende. Chi rischia in questo caso è solo chi compra… Chi acquista non può sapere quanto principio attivo c’è in
quella dose».
La norma colpisce in maniera più aspra i consumatori di hashish…

«In questo caso il ragionamento che c’è dietro alla tabella è ancora più grave perché si valuta la quantità media dello spinello. Ma il problema è che sul mercato la quantità di thc presente in una “canna” varia da 1 a 50 perché dipende dalla nazione da cui proviene la “materia prima”. Anche questo lo sa sempre chi spaccia e non chi compra».
Tra le droghe emergenti e più diffuse tra i giovani c’è la cocaina. Questa legge sembra favorirla…
«Rispetto alla cocaina è stato fatto un enorme errore di sottovalutazione. Lo spaccio della cocaina avviene da sempre attraverso “piccole formiche” e, con l’introduzione del principio attivo, ora lo spacciatore potrà detenere un quantitativo X per realizzare un numero maggiore di dosi. Questa è la fine della lotta contro il piccolo spaccio».
L’associazione Antigone ha lanciato l’allarme per i giovani che consumano ricordando il pericolo del cosiddetto “libretto nero” in cui finiranno coloro che incappano nelle sanzioni amministrative…
«Diciamo pure che inizia l’inferno per quelli che hanno probemi con le sostanze. I consumatori occasionali corrono il rischio di ritrovarsi senza patente o patentino mentre i tossicodipendenti gravi, anche se finiscono in galera, non smetteranno perché il loro è un problema che va risolto in altro modo».
Quindi l’ingresso forzato nella comunità di recupero, come prevede la legge, non è d’aiuto…
«No, perché per questi soggetti malati c’è bisogno di una cura specifica. E in carcere le cose possono soltanto peggiorare».
Qual è secondo lei il messaggio che passa dopo l’introduzione di queste tabelle?
«Chi usa droga per divertimento se la cava, chi va a finire in galera è colui che dovrebbe essere curato».

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